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Il miglior rifiuto è quello che non si produce
L'immagine rappresenta: Riciclare !

Una politica di effettiva riduzione dei rifiuti implica una precisa indicazione istituzionale degli interventi prioritari e il più largo coinvolgimento dei cittadini, sia nel ruolo di consumatori che in quello di produttori. Da questa riflessione generale la Regione Lombardia, la Provincia di Brescia ed i Comuni cercano di tracciare dei percorsi che possano raggiungere al meglio tali obiettivi. Nella seduta del 30 novembre 2009 n. 599 r.v. con oggetto: “Criteri di accesso al termoutilizzatore e conferimento dei rifiuti solidi urbani negli Impianti di piano per il periodo 01/07/2009 - 31/12/2010” la Provincia di Brescia determina “le tariffe di smaltimento, (...) nonché la quota di contributi a favore degli enti locali interessati territorialmente dagli impianti, con facoltà di stabilire tariffe differenziate di smaltimento in relazione agli obiettivi raggiunti di raccolta differenziata dei rifiuti, penalizzando i Comuni inadempienti;”

Si definiscono quindi, per poter stabilire delle tariffe differenziate di smaltimento, 4 fasce nelle quali i comuni vengono classificati in base alla percentuale di raccolta differenziata :

1^ fascia: oltre il 55%;
2^ fascia: tra il 45% e il 55%;
3^ fascia: tra il 35% e il 45%;
4^ fascia: sotto il 35%;

Si deduce che, in base alla fascia di appartenenza, si paga una quota a tonnellata per lo smaltimento dei propri rifiuti.
Naturalmente chi rientra nella 1° fascia, quella con la più alta percentuale di raccolta differenziata, paga meno.
Nel nostro comune, dove la raccolta dei rifiuti viene effettuata tramite il conferimento ai cassonetti e all’isola ecologica, le componenti che concorrono alla formazione della spesa per la raccolta/smaltimento dei rifiuti sono il noleggio dei cassonetti e cassoni, i viaggi per lo svuotamento, il costo di smaltimento presso la discarica/termovalorizzatore, lo spazzamento stradale e il personale di servizio all’isola ecologica.

La convenzione che attualmente abbiamo con la ditta COGES dà come costo di gestione un importo pari a circa 140 euro per ogni tonnellata di rifiuti.

Il comune di Cigole si posiziona al 33° posto, su circa 205 comuni, con il 46.40% di raccolta differenziata rientrando quindi per poco nella 2^ fascia.
Tale posizione ci permettere di avere un costo di smaltimento pari a circa 94 euro per ogni tonnellata di rifiuti.
Un altro dato che si può trovare nel documento della provincia, è la produzione totale pro-capite dei rifiuti, espressa in Kg/abitante per giorno.
Questa volta, con 1,49 Kg per abitante al giorno, finiamo al 113° posto.
Ma come! Da virtuosi cittadini passiamo nel giro di due righe a spreconi e inquinatori?
Il mistero è presto svelato. È vero, riusciamo ad avere una buona raccolta differenziata, su 902 tonnellate all’anno di rifiuti, 418 tonnellate sono plastica, carta, vetro, sfalci e verde che come volenterosi cittadini portiamo giornalmente negli appositi cassonetti, ma produciamo comunque un bel po’ di “roba”!
Questo potrebbe essere anche il frutto di una raccolta differenziata non troppo attenta di cittadini che non sanno che, se ad esempio metto il sacco dell’erba tagliata del mio giardino nel cassonetto dei rifiuti solidi urbani, anziché nel contenitore apposito, tale peso sarà conteggiato nei costi di smaltimento dei rifiuti. Oppure, se non differenzio i contenitori di vetro e li butto con l’immondizia, succederà la stessa cosa. Questi atteggiamenti ricadono su tutta la comunità, che vede aumentare il costo di smaltimento dei rifiuti.
Le direttive nazionali, regionali e provinciali danno anche alcune indicazioni sulle percentuali di differenziata che dovremmo raggiungere nei prossimi anni, almeno il 60% entro il 31/12/2011 ed almeno il 65% entro il 31/12/2012.Questi obiettivi ci stimolano ad essere sempre più attenti a come gestiamo il problema dei rifiuti, anche perché, non raggiungendoli saremo chiamati ad un maggiore esborso per coprire i costi della loro “estinzione”.
In questo articolo si è trattato solo un aspetto di questo tema così complesso e difficile, quello che incide sul fattore economico.

Non è certo per mancanza di sensibilità verso le tematiche ambientali. Si è solo cercato di analizzare meglio quell’aspetto che può avere un riscontro pratico per la maggior parte delle persone.
Le risorse che la terra ci rende disponibili alla fine del ciclo diventano rifiuto, ed allora forse possiamo ripensare alle parole “Riutilizzare, Riparare, Recuperare, Ridurre” perché siamo noi, col nostro piccolo sforzo quotidiano, che allunghiamo od accorciamo la vita utile dei nostri oggetti, o che decidiamo di adottare certi espedienti per risparmiare energia ed acqua.

Alla fine con i nostri comportamenti possiamo fare la differenza, perché il miglior rifiuto è quello che non si produce.


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